(Luglio 2025) | Negli ultimi anni, la crescente frequenza di eventi climatici estremi ha accelerato la consapevolezza della necessità di ridurre drasticamente le emissioni di anidride carbonica. In questo contesto, il settore delle costruzioni riveste un ruolo chiave, contribuendo per circa il 40%, a livello globale, rispetto alle emissioni di gas clima alteranti.

Spesso, si associa l’impatto ambientale degli edifici esclusivamente alla fase di utilizzo (riscaldamento degli ambienti e dell’acqua calda), trascurando la CO2 emessa durante la produzione e il trasporto dei materiali utilizzati per la costruzione.

Per questo è importante sapere cosa significa carbonio incorporato (embodied carbon): ovvero la quantità totale di CO₂ emessa durante l’intero ciclo di vita dei materiali da costruzione, prima, durante ed in seguito alla costruzione di un edificio (estrazione delle materie prime, realizzazione e trasporto del prodotto finito, costruzione dell’edificio, ed infine, demolizione, conferimento o riciclo).

 

L’importanza di ridurre il carbonio incorporato

Un approccio consapevole nella scelta dei materiali da costruzione è dunque essenziale per limitare l’impatto ambientale complessivo. L’attenzione alla riduzione delle emissioni va comunque considerata per tutte le fasi del ciclo di vita di un edificio, ed in particolare l’uso dello stesso rappresenta un tassello fondamentale per la mitigazione dei cambiamenti climatici.

L’Italia ha introdotto strumenti normativi per affrontare questa sfida, come i Criteri Ambientali Minimi (CAM), che prevedono, per l’edilizia pubblica, l’impiego di prodotti da costruzione che favoriscono pratiche di economia circolare sia in fase di produzione che a fine vita. Tuttavia, ancora troppi edifici vengono progettati e realizzati senza considerare gli impatti che i materiali scelti avranno lungo il ciclo di vita, l’effetto che la durabilità degli stessi prodotti avrà sulle performance di sostenibilità complessive della costruzione.

 

La Ceramica Italiana: cosa dichiarano le EPD

Per le superfici ceramiche italiane l’EPD di settore, redatta secondo la EN 15804 e verificata da terza parte, quantifica il potenziale di riscaldamento globale della fase di produzione (A1–A3): 11 kg di CO₂ equivalente per m² di piastrella media posata (dati 2020, validità fino al 3 gennaio 2028). Il processo di produzione delle superfici ceramiche è orientato a ridurre gli impatti durante la fase di produzione, permettendo al contempo di produrre prodotti caratterizzati da elevata durabilità. Il settore ha investito in tecnologie per ridurre consumi energetici ed emissioni, come cogenerazione, recupero di calore dai forni, fotovoltaico e monitoraggio digitale.

La ceramica italiana gode inoltre di un’elevata resistenza, infatti le caratteristiche tecniche della ceramica offrono prestazioni tecniche elevate, limitando la necessità di interventi di manutenzione o sostituzioni, e quindi una lunga durabilità: con una vita utile che può superare i 50 anni, l’impatto iniziale si distribuisce su un periodo più lungo;

Questo viene dichiarato negli Environmental Product Declaration (EPD): le piastrelle ceramiche italiane dispongono di una EPD di settore, redatta secondo la EN 15804 e verificata da terza parte; per un prodotto specifico va consultata l’EPD di prodotto del produttore, che analizza l’impatto dei materiali secondo il metodo Life Cycle Assessment (LCA).

 

Carbonio incorporato e durabilità: che cosa si può documentare

Secondo il World Green Building Council, il carbonio incorporato comprende tutte le emissioni derivanti dalla produzione, trasporto, installazione, manutenzione e smaltimento di un materiale. La Ceramica Italiana, grazie alla sua lunga durata, può contribuire a distribuire l’impatto iniziale su un periodo più lungo, se la durata è documentata.

La ceramica può essere impiegata sia nei nuovi edifici sia nelle ristrutturazioni orientate all’efficienza energetica.

La responsabilità rappresenta un valore che da anni è al centro dell’impegno dei produttori italiani di ceramica, con azioni mirate ad un ciclo produttivo sostenibile, alla produzione di materiali che riducono l’impatto sull’ambiente, alla tutela della sicurezza e del benessere dei dipendenti.

Scegliere la Ceramica Italiana significa poter richiedere dati ambientali di prodotto verificati da terzi (EPD), insieme a estetica e prestazioni tecniche.