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2018: due velocità per “pregio” e fascia media | di Giorgio Costa

Articolo pubblicato in: "Compravendite in crescita, a prezzi stabili"

Articolo pubblicato in: "Si consolida la ripresa dell’edilizia italiana"

Capannoni ma anche negozi, uffici (con molta prudenza) e immobili abitativi. Tutto il comparto immobiliare continua ad essere investito da un certo fermento anche se i prezzi crescono (se crescono) con molta moderazione, il numero delle compravendite cresce ma nel 2017 ha perso smalto rispetto al 2016, e se i prezzi saliranno troppo la ripresa potrebbe svanire come neve al sole.

Luci, ma anche molta prudenza, nelle previsioni che Tecnocasa ha realizzato analizzando il mercato immobiliare per quel che è accaduto nel 2017 e cercando di individuare le dinamiche per il 2018.

In particolare, per quel che riguarda gli immobili per l’impresa, il 2017 si è chiuso con la sensazione che qualcosa abbia iniziato a muoversi e gli operatori mostrano ottimismo sia per i capannoni sia per il retail grazie a un certo interesse sia da parte degli utilizzatori sia da parte degli investitori.

“Il segmento dei capannoni – spiega Fabiana Megliola, responsabile Ufficio studi Gruppo Tecnocasa – si sta dimostrando vivace a conferma dell’interesse che c’è sia da parte degli investitori ma soprattutto da parte degli imprenditori, tanto che in alcune aree vi è ricerca di terreni per realizzare strutture di ampia dimensione da destinare a depositi e magazzini oppure da impiegare per la logistica, settore sempre più importante a seguito della crescita dell’e-commerce. Del resto, i prezzi dei capannoni, anche di quelli ben posizionati lungo le importanti arterie di collegamento, sono al momento particolarmente allettanti”.

Per gli uffici si nota una ripresa delle compravendite ma la rete Tecnocasa segnala ancora una discreta debolezza del settore, ad eccezione delle tipologie che sono posizionate in zone centrali e facilmente raggiungibili e di quelle poste in zone periferiche ma servite. La difficoltà del settore è dimostrata anche dal fatto che in alcune realtà si sta procedendo al cambio di destinazione d’uso in residenziale per tutti quegli uffici che non presentano caratteristiche appetibili.

Per quel che riguarda il mercato dei locali commerciali, i grandi brand vivacizzano i prezzi per le soluzioni posizionate sulle vie di passaggio che sono sempre più ricercate, anche dagli investitori, che puntano a rendimenti che possono raggiungere il 10% annuo. In difficoltà, invece, i locali commerciali posizionati nelle vie non di passaggio mentre, per quel che riguarda i settori, continua il buon momento del settore della ristorazione.

In relazione agli immobili ad uso abitativo, il rapporto Tecnocasa segnala che nel 2017 le compravendite si fermeranno a quota 550mila, al di sotto dei valori fatti registrare nel 2016, e il mercato si è rimesso in moto grazie a quotazioni stabili che facilitano la conclusione di affari in tempi più rapidi: ora per vendere servono 141 giorni nei grandi centri urbani e 167 nelle città capoluogo di provincia. La domanda è in crescita, sia sul segmento della prima casa, sia grazie agli investitori; questi ultimi sono in aumento e la tipologia più richiesta è il trilocale, seguito dal quattro locali. Nel 2018 le compravendite dovrebbero aumentare di poco il segno positivo davanti ai prezzi, ma la crescita coinvolgerà non solo le grandi città, così come le nuove costruzioni iniziano a ripartire e si nota molto interesse per gli edifici che rispettino i criteri di efficienza energetica e quelli antisismici. Infine, qualche segnale di risveglio anche per il mercato delle case vacanza che dovrebbe risvegliarsi almeno sul fronte della domanda, se non su quello dei prezzi.  “Il rischio più alto –  spiega Fabiana Megliola –  è rappresentato dalla possibilità che i proprietari inizino a immettere sul mercato immobili a prezzi troppo distanti dal reale valore di mercato specie se la qualità abitativa non è elevata ed occorre intervenire con importanti lavori di ristrutturazione”.

gennaio 2018

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