Ceramica italiana e sostenibilità a braccetto | di Sara Seghedoni

La sostenibilità e la responsabilità sociale d’impresa sono da diversi decenni un patrimonio acquisito da parte dell’industria ceramica italiana, grazie ad un flusso continuo di investimenti in nuove tecnologie, nell’utilizzo di selezionate materie prime e nell’ottimizzazione dei processi produttivi.

Durante il convegno “Le nuove sfide per la transizione ecologica del settore ceramico“, organizzato a Sassuolo a febbraio 2022 all’interno della Conferenza sul Futuro dell’Europa, è stato illustrato l’esempio di Coem, azienda di media-grande dimensione localizzata nel distretto ceramico sassolese, con un fatturato di oltre 70 milioni di euro, certificata per qualità (ISO 9001), per ambiente (ISO 14001 ed Emas) e per salute e sicurezza sul lavoro (ISO 45001).

Coem nasce negli anni ’70 e proprio in quegli anni iniziano i primi accordi per ridurre gli impatti ambientali del distretto ceramico. Il distretto ceramico italiano è da diversi anni diventato un vero e proprio incubatore di sviluppo sostenibile. Le aziende ceramiche italiane sono soggette ad AIA (autorizzazione integrata ambientale) che assicura tramite verifiche e controlli periodici dell’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) che tutte le matrici ambientali siano rispettate.

“L’approccio alla sostenibilità di Coem – sottolinea l’ing. Elisa Tonelli, responsabile qualità, ambiente e ETS dell’azienda – si articola lungo l’intero ciclo di vita del prodotto, dall’approvvigionamento delle materie prime per poi passare alla filiera di trasformazione dei materiali e alla realizzazione del prodotto finito fino ad arrivare all’uso e al fine vita del prodotto”. Ai fornitori viene richiesto di rispettare la conformità normativa a livello ambientale, di salute e di sicurezza. Per salvaguardare la biodiversità l’approvvigionamento avviene da cave che seguono un programma di ripristino morfologico e vegetazionale in linea con le direttive ambientali. Nell’acquisto di materie prime, viene privilegiato l’acquisto entro un raggio di 800 km per ridurre l’impatto dei trasporti. Coem ritiene che sia importante valorizzare l’economia locale, per questa ragione il 99% dei fornitori in valore hanno sede in Italia. Sotto l’aspetto logistico, si cerca di ottenere il trasferimento delle materie prime con sistema intermodale, privilegiando l’uso di mezzi a minor impatto ambientale come nave e treno, e mantenendo il trasporto su gomma solo nelle fasi finali.

 

Obiettivi sostenibilità Coem

 

L’azienda predilige l’uso di materie prime riciclate all’interno dei propri impasti; già dagli anni 2000 ha registrato il marchio Ecogres, che identifica superfici ceramiche che presentano oltre il 40% di contenuto riciclato pre consumo. Un know-how di oltre vent’anni su questi temi, che ha consentito a Coem di realizzare prodotti ad elevato contenuto di materiale riciclato, con eccellenti caratteristiche tecniche ed estetiche di prodotto. L’interesse di Coem sui temi della sostenibilità l’ha inoltre spinta a ricercare l’uso di materie prime che permettano di abbassare le temperature di cottura per ottenere una riduzione delle emissioni di CO2 in fase di produzione: sotto questo aspetto, è stato progettato e realizzato un prodotto con vetro riciclato, che ha permesso di abbassare le temperature di cottura di 100° C.

L’azienda è organizzata con processi a circuito chiuso, dove è possibile riciclare le acque di scarto dei processi produttivi. Da molti anni, infatti, nel distretto ceramico le aziende del settore non hanno scarichi industriali e le acque di produzione vengono depurate e riutilizzate nel processo produttivo salvaguardando dal rischio inquinamento le acque superficiali e la falda. Coem è in grado di riciclare anche le acque provenienti da produzioni esterne e recupera nel processo produttivo le acque di prima pioggia di alcune aree dei propri piazzali.

Vengono inoltre riciclati tutti gli scarti crudi e cotti della produzione aziendale, recuperando anche scarti di altre filiere e aziende del settore. L’industria ceramica è in grado di riciclare la quasi totalità (99,5%) dei rifiuti di produzione e depurazione.

Sotto il profilo energetico, l’azienda privilegia l’acquisto di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili. Nel processo produttivo sono stati recentemente inseriti forni ad alta efficienza energetica, con sistema di recupero di calore interno, che ha permesso di migliorare i consumi specifici. È presente il recupero di cascami di calore di tutti i forni in altri processi termici a più basse temperature, come negli atomizzatori, negli essiccatoi e per il riscaldamento degli ambienti produttivi. Per la produzione di energia termica viene utilizzato il gas naturale, che tra i combustibili fossili rappresenta quello a minor impatto di CO2.

In termini di emissioni in atmosfera vengono utilizzati impianti di depurazione conformi alle migliori tecniche disponibili in ambito ceramico. Gli impianti di depurazione, oltre a limitare le emissioni nel territorio, all’esterno degli stabilimenti, mantengono salubri anche gli ambienti di lavoro. A livello di applicazioni e decorazioni vengono scelti prodotti apiombici e sono utilizzati inchiostri a basso impatto odorigeno.

Sotto il profilo del packaging vengono utilizzati imballaggi primari di cartone riciclato e riciclabile, e si privilegia l’uso di termoretraibili ugualmente riciclati e riciclabili. L’azienda impiega macchine di scelta con un sistema di confezionamento che permette di comporre just in time la scatola, ottenendo così un risparmio nel consumo di cartone fino al 50% rispetto a un sistema di packaging tradizionale.

L’approccio sostenibile non si limita all’interno degli spazi della fabbrica. Coem ha realizzato il Progetto Acqua Libera dalla plastica, volto ad eliminare le bottigliette di plastica. Sono utilizzati distributori di acqua collegati alla rete idrica, in grado di fornire acqua fresca depurata naturale e frizzante a un costo minimo, a beneficio dei dipendenti e dell’ambiente, evitando l’utilizzo di circa 40.000 bottiglie di plastica all’anno per acqua.

Gli elementi di sostenibilità si ritrovano anche nelle caratteristiche stesse della ceramica. Tra queste si segnalano l’elevata durabilità (in media 50-75 anni) e, anche nel fine vita del prodotto, essendo il materiale ceramico inerte, anche i suoi scarti possono essere riciclati da aziende autorizzate per il recupero e destinate, ad esempio, per il riempimento di scavi per la posa di condutture, per la realizzazione di sottofondi e di massicciate stradali e per il consolidamento di terreni.

Grazie anche al senso di responsabilità verso l’ambiente, condiviso con tante aziende del distretto ceramico, sono molteplici gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda Onu 2030 toccati da Coem con la propria attività. Per citarne alcuni: (3) Salute e benessere; (6) Acqua pulita e servizi igienico sanitari; (7) Energia pulita e accessibile, (8) Lavoro dignitoso e crescita economica; (9) Imprese, innovazione e infrastrutture; (11) Città e comunità sostenibili; (12) Consumo e produzione responsabili; (13) Lotta contro il cambiamento climatico; (14) Vita sott’acqua; (15) Vita sulla Terra; (16) Pace, giustizia e istituzioni solide.

 

Maggio 2022