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Come si ‘legge’ la ceramica italiana | di Andrea Serri

Versatile lo è da sempre. Di tendenza e duratura anche. La ceramica italiana è uno tra i materiali protagonisti dell’Abitare Italiano, grazie alla sua capacità di caratterizzare gli spazi dove è posata, essere usata – anche in modo originale – in diverse destinazioni e funzioni d’uso, rispondere al meglio alle diverse progettuali e costruttive, conferendo agli spazi una propria identità forte e duratura. Un materiale caratterizzato da una natura molteplice, in grado di essere declinata e letta secondo diverse chiavi interpretative.

La ceramica è protagonista assoluta di eventi fieristici di respiro internazionale, come quelli appena passati in America e Russia, ma anche e soprattutto per il Cersaie di fine settembre a Bologna, dove gli operatori di settore vengono da tutto il mondo per conoscerne le ultime novità. E’ anche oggetto di conversazioni e riflessioni sviluppate da architetti italiani ed esteri – ultimo in ordine cronologico, Giulio Ceppi –, che ne ragionano sui possibili impieghi e sulle potenzialità connaturate. Una riflessione che non è solo accademica o teoretica, ma che trova in progetti realizzati una propria concreta declinazione, siano questi esclusive strutture di ospitalità nel centro di Bologna, ville dal sapore hollywoodiano a Toronto, un ristorante d’atmosfera a Napoli o una struttura sportiva indoor sulle rive del lago di Como.

La ceramica italiana ha anche un suo fondamentale peso nell’economia di questo Paese. Con un fatturato di oltre 5,5 miliardi di euro, è un settore attorno al quale gravita una filiera che vede nel sistema della distribuzione fondamentali attori, protagonisti del successo e dello sviluppo futuro. Pur mantenendo solide radici nel passato, come racconta la ultra quarantennale storia di Ceramiche Speretta di Cusano Milanino. O come nel caso degli studi e delle analisi sul comportamento dei consumatori italiani, volti a capire come hanno realizzato e costruito la propria casa dei sogni, sia come ristrutturazione degli ambienti che come tendenze estetiche selezionate. Senza per questo dimenticare lo straordinario valore aggiunto che la ceramica sanitaria italiana è in grado di dare agli spazi nei quali viene impiegata.

Se c’è una cosa che caratterizza la produzione ceramica italiana è, senza dubbio la sostenibilità, che è qualcosa che nasce all’inizio del ciclo di trasformazione dell’argilla per arrivare fino all’edificio, involucro che presenta non poche novità. Una tra queste sono i CAM, Criteri Minimi Aziendali, validi per la costruzione di edifici in linea anche con il dettame costruttivo ‘mediterraneo’, dove l’uso dei laterizi consente di ottenere prestazioni di assoluto rilievo, grazie anche alla propria massa critica.  Sostenibilità che, grazie all’uso di tecniche di posa e di manutenzione collaudate, rendono i rivestimenti in ceramica quasi eterni. E anche questa è sostenibilità.

Maggio 2018