SIMAS, tiene il trend positivo

“Le previsioni 2018 sono per una tenuta del + 10%, che confermano dati in costante crescita su alcuni specifici territori oltre oceano”, dichiara Alessandro Scopetti, direttore generale Simas (www.simas.it). “Tengono bene il mercato italiano ed europeo, soprattutto grazie alle ristrutturazioni  domestiche.  Il residenziale nuovo conta ancora una presenza interessante nei paesi arabi e in estremo Oriente, che confermano il consenso al nostro ‘fatto in Italia al 100%’ – esportiamo il 47% della nostra produzione – e a tutte le nostre certificazioni, anche relativamente al risparmio idrico e alla tutela dell’ambiente”.  La gestione ambientale è infatti per Simas – oltre 60anni di attività (è nata a Civita Castellana nel 1955) – un aspetto decisivo della strategia di business. L’azienda monitora costantemente i  processi produttivi. L’attività di assessment è svolta da una società esterna che ha il compito di eseguire analisi ambientali (rumore, emissione di fumi nell’atmosfera, polverosità…).  I risultati delle analisi vengono poi riportati negli appositi registri previsti dagli enti certificatori. Nei prossimi 10 anni saranno imprescindibili temi quali risparmio idrico/energetico, realizzazione di prodotti green con impatto ambientale ridotto, innovazione tecnologica e prodotti sicuri nell’utilizzo, facili da pulire e multifunzione. Per la formazione del personale in materia specificatamente ambientale investiamo ogni anno oltre cinque mila euro”.  Oggi come ieri, Simas, dal 1955, è una realtà fatta di ‘capitale umano’, di persone e la lavorazione dei pezzi  è spesso tramandata di padre in figlio, nel nome dell’etica del lavoro. Una società per azioni con 68 soci e  125 dipendenti che si impegnano a dare concretezza a progetti nei quali ognuno lavora secondo le proprie competenze. 150mila pezzi prodotti all’anno, rigorosamente fatti in Italia, siglate “Ceramics of ItalY”, per costruire, insieme, tendenze attuali che abbiano la prerogativa di durare nel tempo.