A Massa Carrara l’Ospedale del Cuore “G. Pasquinucci” si amplia e si rinnova, assumendo una nuova e riconoscibile identità architettonica. «L’intervento nasce dall’esigenza di affiancare al reparto esistente una nuova cardiochirurgia moderna, razionalizzando funzioni precedentemente distribuite in due aree distanti», racconta l’ingegnere Nicola Freddi che si è occupato dell’intervento. «La committenza richiedeva un edificio emblematico, capace di riqualificare l’intero polo ospedaliero e sottolinearne la vocazione di alta specializzazione».

Il nuovo corpo edilizio ospita quattro ampie sale operatorie – una delle quali ibrida, dotata di robot angiografico sincrono – e un centro di emodinamica con due sale per il cateterismo cardiaco. «L’Ospedale del Cuore è una delle principali eccellenze del sistema sanitario italiano, specializzata nella cardiochirurgia dei casi più complessi», prosegue Freddi. «Opera attraverso una chirurgia multidisciplinare con staff eterogenei, pertanto una delle principali richieste era quella di disporre di sale operatorie e di ambienti ancillari di generose dimensioni». Il complesso si sviluppa su oltre 2mila metri quadrati, con sale operatorie di circa 350 metri quadrati ciascuna. «La struttura è organizzata in due reparti contigui e sinergici – blocco operatorio e Centro del Cuore – distribuiti su tre livelli: al piano inferiore si trova il vano tecnologico, al piano terra la chirurgia e il Centro del Cuore, mentre il livello superiore ospita gli impianti per il condizionamento, il trattamento e la filtrazione dell’aria».

Particolare attenzione è stata riservata all’involucro edilizio, concepito come elemento prestazionale e architettonico: «Abbiamo progettato un primo involucro coibente ad alto spessore e una seconda pelle grazie all’impiego di Kerlite, lastre ceramiche ultrasottile in grande formato e Carbon Neutral, con funzione di schermatura solare e di valorizzazione estetica». L’involucro, concepito come una quinta architettonica retroilluminata, dà vita a una suggestiva alternanza di pieni e vuoti, con effetti scenografici sia diurni che notturni. «Le facciate ventilate assumono un ruolo centrale e sono differenziate in base all’esposizione», aggiunge il progettista. «Il corpo principale presenta facciate ventilate sui fronti sud-ovest e nord-est per garantire la corretta lamina di ventilazione soprattutto nel regime estivo, mentre il fronte lato mare, visibile dalla via Aurelia e prossimo all’elisuperficie, adotta una doppia pelle per attenuare le vibrazioni prodotte dagli elicotteri. La prossimità al mare ha inoltre imposto un’attenta valutazione dell’aggressività dell’ambiente salmastro e delle frequenti precipitazioni temporalesche: criticità che il rivestimento in Kerlite, gres porcellanato laminato, consente di controllare in termini di impermeabilità, durabilità e resistenza nel tempo».

Per il rivestimento è stata scelta la collezione Limestone di Cotto d’Este, nella versione Kerlite 5plus, ispirata ai fondali marini. «La vicinanza al mare e la vista che spazia dalle Cinque Terre fino alla Gorgona ci hanno naturalmente orientato verso tonalità comprese tra il sabbia e l’azzurro», continua Freddi. «In particolare, abbiamo scelto grandi lastre ultrasottili Kerlite 5plus, rinforzate con fibra di vetro, per le elevate prestazioni meccaniche, la resistenza agli agenti naturali e alle sollecitazioni generate dall’elisuperficie. La leggerezza del materiale ha inoltre consentito una posa rapida e una sottostruttura metallica di ridotto impatto».

Il progetto risponde infine ai principi di sostenibilità ambientale. «Un complesso operatorio è un edificio energivoro, per via dei volumi d’aria necessari a garantire la sterilità ambientale e delle condizioni microclimatiche richieste», conclude Freddi. «Le facciate ventilate in gres porcellanato laminato hanno permesso di migliorare le prestazioni energetiche dell’edificio, proteggendolo dall’irraggiamento solare e dalle precipitazioni, e di rispettare pienamente i Criteri Ambientali Minimi (CAM)».