Progetti
L’edificio carsico di boutique
La ristrutturazione di un’elegante villa carsica a Kobdilj, in Slovenia, è stata prima di tutto una sfida tecnica per l’architetto Vesna Hrvatin che l’ha trasformata da tradizionale edificio agricolo (un’azienda che per oltre 300 anni ha ospitato famiglie, immagazzinato raccolti, custodito animali) in una moderna residenza di boutique, tenendo conto dei requisiti di sicurezza (sismica e antincendio), delle necessità di illuminazione naturale, ventilazione e climatizzazione in ottica sostenibile.
Una sfida pienamente superata, quella di villa Kobdilj, che ha ottenuto il riconoscimento del festival Open House Slovenia per il miglior progetto residenziale (premio OHS Award 2025): “Mi sono ispirata ai sapienti criteri costruttivi della tradizione carsica e al fascino della semplicità che li caratterizza. Sono specializzata nelle ristrutturazioni in pietra in Istria e sul Carso, e ogni volta imparo qualcosa di nuovo su questo tema”, spiega Hrvatin.
Con questo edificio ha sperimentato come sia possibile trovare l’equilibrio perfetto tra antico e moderno, nel pieno rispetto dello spirito originale del luogo, ma operando un importante cambiamento sull’estetica e sulle funzionalità dello spazio: “ Nel punto di incontro tra antico e moderno, i dettagli vengono realizzati in modo da lasciare “respirare” il vecchio, mentre dall’altro lato vengono introdotte soluzioni moderne, che non compromettono l’esistente, ma ne valorizzano la dignità, come ad esempio i paraventi in vetro del portone a due ante sul lato strada del granaio. Abbiamo smontato la vecchia scala in legno e l’abbiamo rinforzata con una nuova struttura in acciaio; abbiamo conservato la soffitta, originariamente in legno, rinforzandola con tre telai in acciaio e restaurato il camino aperto e la vecchia cucina nera, installando un nuovo camino, così che, dopo molto tempo, è tornato a funzionare ed è uno dei pochi ancora operativi nel Carso. Gli ospiti possono vivere il fuoco aperto, come trecento anni fa, anche se accanto abbiamo predisposto una cucina moderna, perché non volevamo creare un museo”, precisa l’architetto. E, tra gli elementi più innovativi, c’è la linea di maioliche Fragments nella tonalità Milk (con listelli di 7,5×30 cm), disegnata dall’artista Pierre Charpin per Ceramiche Piemme, scelta per il rivestimento del bagno.
La soluzione, nello spirito essenziale che distingue le cose dettate dalla natura, dona luminosità e senso di pulizia all’ambiente e viene percepita come elemento autentico dell’architettura, grazie anche all’aspetto “artigianale” mutuato dall’irregolarità della superficie. “I materiali impiegati sono di due tipi: per le lavorazioni esistenti abbiamo utilizzato pietra, intonaci a calce, legno, ceramica e mattoni pieni. Per gli elementi nuovi abbiamo optato per il metallo (nel colore della pietra nera), il vetro, il cemento levigato e il microcemento”, continua Hrvatin.
Infine, il perfezionamento dei principi bioclimatici integrati nella residenza, per garantire il minimo fabbisogno di energia. “Abbiamo cercato di sfruttare al massimo la progettazione bioclimatica della tenuta: i lati posteriori sono orientati per proteggere dalla bora e dal freddo proveniente da nord-ovest e le facciate a sud si aprono verso il sole; il fienile, sulla facciata sud, offre ombra e riparo dal sole. Inoltre, le pareti in pietra, spesse da 60 a 80 cm, sono veri accumulatori di calore”.
monocottura
Fragments
Maiolica Milk
7,5x30 cm - 8,5 mm
Certificazioni
ISO 9001, ISO 14001, ISO 50001, ISO 45001, LEED
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