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Un Cersaie d’architettura | di Maria Teresa Rubbiani

Articolo pubblicato in: "Cersaie 2018: appuntamento immancabile"

Periodo
24.09.2018 - 28.09.2018
Orari
Luogo
Fiera Bologna (Italia )
Piazza della Costituzione

Se a Cersaie la presenza degli architetti è stata di oltre 10.000 (e gli arredatori quasi 2.500) una ragione ci sarà! E infatti c’è e sta tutta scritta nei nuovi prodotti ceramici, che offrono alte prestazioni nel campo dell’architettura, e nella loro bellezza. Una presenza così elevata è dovuta anche a quanto Cersaie offre agli architetti in campo culturale con il programma “costruire, abitare, pensare”, giunto quest’anno alla decima edizione.

Di tutti gli architetti che sono stati presenti al Salone quasi 3000 hanno partecipato alle conferenze.

Non è aumentata solo la categoria degli architetti a Cersaie 2018, perché in generale il Salone ha registrato un incremento di presenze dello 0,4% per un numero complessivo pari a 112.104 e un incremento dei visitatori internazionali (+1,6%), che hanno raggiunto la quota di 54.025, con una lieve flessione dei visitatori italiani (58.079, pari a -0,6%).

L’asso pigliatutto delle conferenze di “costruire, abitare, pensare” è stata la Lectio Magistralis con il premio Pritzker Richard Rogers, che ha richiamato 1800 persone all’Europauditorium. Il pluripremiato architetto e designer britannico ha intrattenuto i presenti con il racconto della sua vita progettuale. Rogers ha ripercorso molte tappe della sua carriera, presentando alcuni degli edifici e degli studi più importanti tra quelli progettati a partire dall’opera-simbolo, il Centre Pompidou: «Io ero contro, – ha affermato-  per fortuna gli altri erano a favore. Così ho accettato il volere della maggioranza e l’abbiamo fatto», è il ricordo della genesi del Beaubourg, soffermandosi poi sul concetto a lui caro della città compatta: «Se vogliamo non usare l’auto, se vogliamo parlare con gli amici, la città deve essere compatta” ha concluso.

Non solo nomi noti ma anche temi specifici sono poi stati affrontati a Cersaie, come accaduto con la conferenza “L’architettura della tolleranza” dove dalle parole commosse e commoventi dell’architetto peruviano Jean-Pierre Crousse e di Sandra Barclay sono emersi i particolari progettuali e le condizioni politiche e sociali che hanno dato origine al bellissimo museo di Lima “Lugar de la Memoria, la Tolerancia e la Inclusion social” (LUM), un monumento su una guerra civile che ha fatto decine di migliaia di morti civili, di cui molti indigeni delle comunità quechua, e che ancora divide la società peruviana. La tolleranza è il tema affrontato poi anche dall’architetto siciliano Vincenzo Latina che ha illustrato il suo progetto di recupero di una cava a Lampedusa con funzione di teatro per iniziative culturali e di memoriale per le vittime in mare delle migrazioni, dedicato in particolare alle 388 vittime del naufragio del 3 ottobre 2013.

Le altre conferenze hanno poi avuto modo di ospitare sia giovani architetti emergenti nel panorama della progettazione internazionale come il portoghese Camilo Rebelo e la brasiliana Carla Juaҫaba, sia architetti di grande e consolidata fama come Mario Botta Guido Canali. Particolarmente interessante è stato il dialogo fra i due maestri Botta e Canali, che dopo aver illustrato un paio dei loro innumerevoli progetti (Botta ha presentato due lavori legati alla sua terra natale: la struttura Fiore di Pietra, sul crinale del Monte Generoso e il progetto del teatro di architettura dell’Università della Svizzera italiana  e Canali  ha presentato tre  musei: il Palazzo della Pilotta di Parma, Santa Maria della Scala a Siena, il museo di Pontremoli) hanno concluso la conferenza concordando su un concetto: «Noi – ha affermato Canali – non dobbiamo sovrastare, dobbiamo ascoltare la gente che abiterà gli edifici e il territorio in cui ci inseriremo. Se parti da una posizione di superbia, di arroganza, tradisci il tuo ruolo». Un approccio condiviso da Botta: «Credo che l’umiltà sia la condizione di base che porta alla consapevolezza che noi siamo strumenti minimi nella costruzione di un paesaggio. Noi ci confrontiamo con la crosta terrestre, dobbiamo modificarla e questo ci fa molto piccoli».

Per quanto riguarda i giovani architetti Carla Juaҫaba, oltre a un breve excursus sui suoi progetti, ha dedicato attenzione ad illustrare il suo progetto presentato alla Biennale di Venezia di quest’anno, all’interno della Padiglione della Città del Vaticano, dove ha realizzato una delle dieci cappelle realizzate da altrettanti architetti di caratura internazionale. Anche Camilo Rebelo, oltre alla presentazione complessiva del suo lavoro, si è concentrato a descrivere un’opera in particolare: il Museu do Côa. «Nella mia architettura – ha detto – ha grande importanza il contesto, che sia il panorama naturale oppure la città». Il museo è costruito in mezzo a un parco archeologico di Vale Côa, dove una delle sfide più complicate stava nell’intervenire con un edificio nel rispetto dell’ambiente circostante.

Accanto alle conferenze, diverse altre iniziative di interesse per gli architetti hanno contribuito ad arricchire il programma: in particolare i Cafè della Stampa con 13 conversazioni su temi di attualità, con ospiti del mondo del design e dell’architettura; le mostre “The sound of Design”, “La Ceramica e il progetto” e Mater Ceramica e gli incontri tecnici della Città della Posa.

Guarda i video e le video interviste degli eventi culturali di Cersaie 2018.

 

Ottobre 2018