I 50 anni di un’architettura simbolo di un continente

La Sydney Opera House, una delle opere architettoniche più iconiche al mondo, vede la presenza chiave, nella copertura, della ceramica. La storica dell’architettura Françoise Fromonot illustra a Bologna, in occasione di Cersaie, questa opera straordinaria a mezzo secolo dalla sua realizzazione
Di Elena Romani
Periodo
25.09.2023 - 29.09.2023
Orari
Denominazione / Luogo
Bologna (Italia )

Giovedì 28 settembre, presso il Palazzo dei Congressi di Bologna nell’ambito del programma culturale di Cersaie “costruire, abitare, pensare”, si tiene una conferenza che intende celebrare i 50 anni della Sydney Opera House di Jørn Utzon (1973-2023), una delle più importanti opere architettoniche moderne in cui la ceramica gioca un ruolo da assoluta protagonista. La ceramica è stata spesso considerata come un materiale a completamento del progetto, ma basta guardare più da vicino molte delle grandi opere di architettura contemporanea per scoprire che, invece, il materiale ceramico si presta a una serie di esperimenti e ricerche che hanno dato un carattere originale alle opere costruite. Una di queste è Sydney Opera House.

 

 

Il Teatro dell’Opera di Sydney è stato costruito usando principalmente cemento, granito, vetro e materiali ceramici. Infatti, le caratteristiche conchiglie bianche realizzate in calcestruzzo prefabbricato rinforzato con acciaio sono ricoperte da oltre 1 milione di piastrelle di ceramica smaltata, sviluppate da Utzon con la fabbrica di ceramiche svedese Höganäs. Una esperienza straordinaria, di cui parlano la critica e storica francese Françoise Fromonot assieme ad altri ospiti speciali, ma anche un’occasione speciale per scoprire nel profondo una grande opera divenuta, anche grazie al suo rivestimento, uno dei landmark dell’architettura moderna.

The Sydney Opera House

The Sydney Opera House (Photo by Jorge Láscar from Melbourne Australia, CC BY 2.0 Wikimedia Commons)

… (la ceramica) è un materiale meraviglioso, è fra i materiali incorruttibili.
Rivestiamo l’architettura con mosaico di ceramica, anche la costruzione ha una pelle.
Rivestiamo l’architettura con elementi a diamante: non simulano il muro costruito, come il paramano, ma denunciano di essere un rivestimento: danno alla superficie un valore plastico e giocano con la luce sul giro del sole: sono bellissimi.

Gio Ponti, Amate l’architettura, 1957

 

Françoise FromonotFrançoise Fromonot è docente all’ENSA di Parigi-Belleville (progetto, storia e teoria) e ha insegnato anche urbanistica nei programmi di Master all’Ecole Nationale des Ponts & Chaussées e a Sciences-P, oltre che come visiting professor in diverse università straniere quali la Cornell e Rice University (USA), l’Accademia di Belle Arti (Austria) e il Berlage Institute (Paesi Bassi). Oltre a numerosi articoli su varie riviste francesi e internazionali (Casabella, AV, Archis, A+, OASE, Arch+, ecc.), ha pubblicato diversi libri sull’architettura contemporanea, tra i quali Jørn Utzon et l’opéra de Sydney (1998) e Glenn Murcutt (1995 – edizione ampliata 2003), pubblicati in tre lingue e premiati entrambi con il Prix du livre dell’Académie d’Architecture di Parigi (nel 1999 e nel 2004). Attualmente sta lavorando per la MIT Press ad una serie di saggi critici su alcuni celebri edifici della storia dell’architettura moderna.

 

 

Settembre 2023

Cer Magazine Italia 63 | 09.2023
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