Fare sentire l’ospite parte di una cronaca senza tempo. È la missione ‘possibile’ del Maranello Resort Borgo Torre della Montina, a pochi chilometri da Maranello tra le dolci colline modenesi, concepito e costruito per offrire un’esperienza speciale. “Vogliamo che chi varca la soglia si senta protagonista di un racconto che unisce il fascino del Medioevo, l’eleganza degli anni ’50 e l’innovazione del futuro”, spiega Andrea Bazzani, fondatore dello studio ARCKIZONE affidatario del progetto, sintetizzandone la formula. “La committenza ci ha affidato un compito complesso: recuperare l’antico borgo di Torre Maina del XIII-XIV secolo, rimasto a lungo in stato di abbandono, per trasformarlo in una struttura alberghiera di altissimo livello”. “Siamo partiti da un’accurata analisi di fattibilità, focalizzata sulla salvaguardia dell’antica Torre della Maina (detta della Montina) e dell’intero insediamento fortificato, prevedendo, in parallello, un ampliamento nel terreno prospicente, per integrare i servizi essenziali a un resort di lusso, come il ristorante, il parco e l’area piscina”, prosegue l’architetto.

Memoria e innovazione ispirano il concept architettonico. Da un lato il restauro filologico del borgo e della torre ha consentito di preservare l’impianto originario. Oggi, le case storiche e gli edifici accolgono le suite più prestigiose o sono stati riconvertiti a nuove funzioni.

“Fiore all’occhiello e cuore pulsante dell’intervento è la Torre della Montina, una maestosa costruzione medievale trasformata in una master suite, su cinque piani con ascensore interno”, dove ‘riconnettersi alla Storia’, dichiara Bazzani. Dall’altro lato, in antitesi architettonica, la modernità ipogea di una nuova costruzione, che accoglie le aree comuni e i servizi, si integra nel declivio collinare per minimizzare l’impatto visivo e accentuare la connessione con il paesaggio circostante, grazie anche alle ampie vetrate che si aprono verso il paesaggio e la piscina.

Nell’ampliamento si collocano la reception con lounge bar, il nuovo ristorante e otto camere deluxe. Il dialogo/contrasto progettuale si esprime anche attraverso i materiali, scelti con la “volontà di creare un percorso sensoriale che accompagni l’ospite attraverso le diverse epoche del complesso. Per questo si è lavorato su una dicotomia materica molto netta. Per il borgo storico e la torre abbiamo privilegiato materiali ‘vivi’ e della tradizione, come le pietre originali e il legno di rovere. Per la nuova costruzione, dove il linguaggio vira verso l’architettura contemporanea, si sono utilizzati vetro e metallo garantendo leggerezza e trasparenza”, spiega il progettista.

Fanno da trait d’union, tra la stratificazione del contesto storico e il moderno ampliamento, le superfici ceramiche, declinate nelle collezioni Caesar, interpretazione fedele di cementi e pietre naturali. Join, impiegata per i pavimenti della reception, del lounge bar e del nuovo ristorante, nella struttura contemporanea, garantisce continuità visiva tra i diversi ambienti. Usata anche per rivestire le pareti nei bagni delle camere e delle suite nel borgo, la serie rivela la sua capacità di dialogare con i materiali storici. Nella variante antisdrucciolo, Join Grip, ha rivestito terrazzi, camminamenti e scale, mostrando continuità formale tra interno ed esterno. Allo stesso modo la collezione Portraits Brera, con materiale riciclato al 20%, è posata nelle aree tecniche, nelle cucine professionali, nei bagni di servizio mentre la sua versione Grip, accompagnata dai bordi Pool, riveste il perimetro della piscina. Step Out, serie che combina pietra di recupero e cemento vissuto, lastrica il marciapiede verso la collina.

Altro punto chiave del progetto è ‘l’orgoglio del territorio’, la Motor Valley emiliana, celebrando l’amicizia tra il pilota Francesco Severi – discendente di una delle nobili famiglie che hanno abitato il borgo – ed Enzo Ferrari. Ecco, quindi, che il design degli interni riprende i colori decisi e le forme sinuose degli anni ’50, ispirate alle livree delle auto da corsa, rievocando quegli anni d’oro dell’automobilismo italiano e richiamando, attraverso metalli bruniti e dettagli cromati lucidi, nel Resort moderno, la meccanica dei motori. “In questa esperienza multisensoriale e stratificata, dove il lusso non è mai fine a se stesso ma strumento per raccontare una storia, a marcare l’intervento del Maranello resort è l’equilibrio perfetto tra il silenzio della storia e il dinamismo del mito”, conclude Bazzani.