L’industria ceramica italiana sta vivendo un paradosso tra i più strani della propria storia. Da un lato, riceve ordini per i propri materiali dall’Italia e dagli altri paesi del mondo; dall’altro sconta rialzi fortissimi nei costi di tutti i fattori di produzione, a partire da quello dell’energia, con situazioni che in alcuni casi arrivano perfino all’impossibilità di reperire specifiche materie prime o servizi.
Il periodo del lockdown ha lasciato come eredità, a livello mondiale, una maggiore attenzione agli ambienti nei quali si vive e si lavora, nei quali la facilità di pulizia e di sanificazione – anche ripetuta nel tempo – rappresentano oggi esigenze sentite come primarie. La ceramica italiana è in grado di fornire risposte adeguate in tal senso, grazie alle peculiarità ed alle caratteristiche tecnico–fisiche dei materiali, a cui affianca altri aspetti quali la durevolezza nel tempo, l’inerzia, l’inassorbenza e la natura ignifuga. Il mercato mondiale cerca la ceramica italiana perché materiale moderno, in grado di caratterizzare e valorizzare le superfici in cui viene posato, e dalla forte connotazione di sostenibilità ambientale.
Altra eredità della fase successiva al lockdown è stata la forte crescita dell’economia mondiale, pari al +5,8% nel 2021, che ha interessato seppur con diversa intensità tutti i paesi e continenti del mondo. Una espansione che ha surriscaldato i prezzi di tutti i fattori produttivi, spinti da una forte domanda che è stata affiancata anche – in alcuni casi – da fenomeni di speculazione. Il costo del gas metano oggi viaggia sul +400% rispetto alla situazione pre pandemia, spinto da domanda crescente dalla Cina e da fattori geopolitici, mentre alcune materie prime e servizi di logistica non sono più disponibili sul mercato. Una situazione che mette in fortissima tensione l’attività delle aziende ceramiche, e non solo.
La speranza per l’anno che sta per iniziare è che le brillanti performance sul versante della domanda di ceramica italiana non vengano limitate dal caro energia o da altre criticità. Questo non solo per tutelare l’occupazione di qualità presente sui nostri territori, ma anche per far apprezzare ai consumatori di tutto il mondo quella bellezza e quel valore che The Economist ha incoronato come il miglior paese del mondo 2021.
Dicembre 2021
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