Progetti

Complesso residenziale UpTown - Milano

La rigenerazione diventa smart

UpTown Milano è il primo smart district italiano con una estensione di 900mila metri quadrati e, al centro, un parco di 250mila metri quadrati. Una nuova parte di città pensata sulle sue connessioni, fisiche e digitali, e dotata di servizi condivisi
Autore
Donatella Bollani
Foto
Filippo Romano, Andrea Martiradonna
Progettista
SSA, Scandurra Studio Architettura + Zanetti Design Architettura Studio
Superfici
Multibrand
Anno di realizzazione
2019

A dire che il nuovo distretto di UpTown sarà “Intelligente” non è solo Euromilano, la società di sviluppo immobiliare committente della nuova area urbana, ma anche le molte aziende – Vodafone, Bosch, A2A, Samsung, WeShare’ngo, Clear Channel, tra le altre – che doteranno appartamenti, condomini e l’intera area, di innovazioni tecnologiche, dal car sharing di condominio alla connettività e videosorveglianza.

Micro e macro, certificati LEED
E anche alla scala del singolo edificio, le residenze sono dotate delle più moderne funzionalità domotiche: i servizi digitali, la palestra condominiale, il micronido bilingue, gli spazi coworking e l’accesso diretto al grande parco pubblico realizzano un vero e proprio ecosistema che mette al centro la qualità della vita delle famiglie.
Il quartiere sarà inoltre il primo distretto in Italia interamente carbon free. All’interno dello smart district, infatti, non è previsto l’uso del metano, il riscaldamento viene dal trattamento di quarta generazione dei rifiuti della vicina centrale termica di Figino, il raffrescamento è, invece, prodotto dall’uso geotermico delle falde acquifere. La sostenibilità ecologica di UpTown sarà validata da GBC Italia (Green Building Council), primo quartiere italiano a essere certificato nella sua totalità.

Duemila alloggi entro il 2026
La prima parte di edificazione libera di UpTown riguarda circa 420 appartamenti, su un totale di 2mila residenze, che saranno completate entro il 2026.
Realizzate su progetto di SSA, Scandurra Studio Architettura e Zanetti Design Architettura Studio, le architetture dei primi due lotti a Cascina Merlata (quattro torri e tre edifici in linea), mirano alla creazione di un sistema residenziale aperto e in continuità con la struttura urbana e paesaggistica esistente.
Il terzo lotto sarà realizzato su progetto dello studio Labics, con una particolare attenzione alla bioedilizia.

Arcipelago urbano
L’area interessata dai primi due lotti è di 15.900 metri quadrati, e la proposta realizza realtà urbane diverse, percorsi, piccole piazze, dove lo spazio pubblico incontra quello privato in una catena di slarghi e costruisce una forte relazione con il parco centrale e i bordi dell’intervento. Qui una sequenza di edifici isolati diventa un piccolo arcipelago urbano, quattro torri e tre edifici in linea fronte parco realizzano un sistema aperto. Gli edifici sono pensati come oggetti paesaggistici, l’insieme è unitario, un edificio rincorre l’altro a distanza, le linee lievemente spezzate continuano tra edificio ed edificio costruendo un insieme dinamico.

Consistente leggerezza in facciata
Gli edifici sono caratterizzati da una serialità orizzontale rappresentata dagli elementi marcapiano che sottolineano la sommatoria di unità residenziali, grandi balconate come stanze all’aperto avvolgono la maggior parte dei volumi che si mettono in forte relazione con gli spazi verdi di cui sono circondati. Un sistema di elementi lamellari dorati e bronzati costituisce un diaframma, una velatura tra l’interno e l’esterno e collabora con le masse opache dei volumi in un insieme luminoso e leggero. Il processo della progettazione ha visto lavorare in sinergia tutti gli attori: oltre ai progettisti, la capogruppo mandataria Recchi Engineering (a cui, con AI Engineering, è stata affidata l’ingegnerizzazione e la direzione lavori) e le imprese di costruzione CMB, Mangiavacchi Pedercini, Nessi & Majocchi.
Lo sviluppo degli elementi architettonici e costruttivi, e la definizione dei dettagli, sono stati sottoposti ad un ampio e organico lavoro di uniformazione e ottimizzazione dell’abaco complessivo, per mantenere un elevato livello di qualità nel rispetto dei costi a budget.
I progettisti hanno potuto selezionare dei marchi di prodotto cha supportassero lo sviluppo dei componenti, in accordo con gli esecutivi e le caratteristiche tecniche dettate dalla capogruppo.

Sperimentazione applicata
Per gli involucri i progettisti hanno scelto soluzioni differenti.
Zanetti Design Architettura Studio ha lavorato con Marazzi, proprio in occasione di questo cantiere, allo sviluppo della collezione Mystone, nella finitura Ceppo di Gré, definendo anche a nuovi formati (75 x 150 cm) per consentire una finitura non a tutta altezza di piano per una texture più vibrante.
Scandurra Studio Architettura ha, invece, scelto la partnership con Cotto d’Este, noto marchio di Panaria Group.
La prima è la serie in gres porcellanato Yosemite di Blustyle, selezionata per i balconi e i terrazzi e ispirata alle pietre calcaree. Il secondo prodotto selezionato sono le lastre ultrasottili e antibatteriche in grande formato, della collezione Kerlite Cluny che, grazie alle loro caratteristiche tecniche ed estetiche, sono state utilizzate per il rivestimento delle superfici di facciata.

Performance indoor
Per gli spazi interni alle abitazioni gli studi di progettazione hanno selezionato una serie di proposte dal catalogo di Cotto d’Este e Blustyle by Cotto d’Este all’interno delle quali i proprietari degli appartamenti potranno scegliere le finiture più coerenti al loro gusto: Concrete Jungle e X-Beton – gres porcellanato dall’effetto cemento – per un mood più industriale e contemporaneo, e l’effetto legno delle collezioni Country e Cadore di Cotto d’Este, per uno stile più tradizionale.

Piastrelle
Cotto d'Este + Marazzi
Tipologia
grès porcellanato
Formati
mix
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