Progetti

Hotel Sheraton Milan Malpensa - Milano

Il Comfort “atterra” a Malpensa

Sheraton Milan Malpensa Airport Hotel: ospitalità e business ad alto livello
Autore
Santino Limonta
Foto
Luciano Busani
Progettista
SHD Saporiti Hotel Design
Superfici
EMILCERAMICA
Distributore
Pavital
Anno di realizzazione
2010

È uno Sheraton il nuovo quattro stelle superiore che ha consentito allo scalo milanese di Malpensa di adeguarsi agli standard di ospitalità internazionali. Posizionato di fronte al Terminal 1 e collegato a esso direttamente attraverso un tunnel, offre 433 camere insonorizzate (19 suite), Spa di mille metri quadrati con piscina coperta, Crew Lounge, spazio fitness, Club Lounge, Centro Congressi di duemila metri quadrati con trenta sale meeting e strutture all’avanguardia. L’edificio di dimensioni ragguardevoli (420 metri di lunghezza, 64 di profondità, 21 di altezza, 50.000 metri quadri di superficie calpestabile) sorge su un’area di 24.750 metri quadrati già occupata da un garage multipiano che ne costituisce visivamente il basamento pur non sopportandone il peso (ne è prevista la schermatura con grigliato a doghe). L’iter progettuale, spiega l’ing. Roberto Saporiti, è stato piuttosto lungo e complesso. In origine l’architetto Caccia di Milano aveva elaborato su richiesta di SEA (società che gestisce il sistema aeroportuale milanese) il progetto pilota con le linee “Guida”. In fase di gara SHD, gestore dell’intero progetto, e l’architetto svizzero Willy Ramstein vi apportarono numerose modifiche definendo il layout interno e curando la funzionalità di tutta l’opera. La progettazione degli esterni venne affrontata dallo studio King Roselli considerando la costruzione non un semplice manufatto edilizio, ma un oggetto di design.
Per il rivestimento esterno, che doveva avvolgere la struttura senza soluzione di continuità, è stato utilizzato il pultruso di fibra di vetro, con pannelli lunghi 25 metri agganciati a una sottostruttura metallica che, come una “pelle”, coprono interamenteanche gli impianti tecnici. L’edificio presenta una pianta a pettine: sette campate (all’interno vi sono le camere) scandite da cortili si “proiettano” dal corpo longitudinale verso il terminal con una facciata cieca che curva su se stessa e ritorna al corpo principale. La presenza del preesistente garage pone l’ingresso del piano terra a quota -3,36 metri rispetto a quella stradale e la lobby del primo livello a +6,25. Quest’ultima collega, intersecandoli a tutta altezza, i tre livelli camere dell’albergo e funge da foyer per l’area meeting. In corso d’opera venne chiesto a King Roselli di curare anche gli interni delle aree d’ingresso e delle lobby di tutti i piani integrandole, sotto il profilo del design, nell’avveniristica architettura esterna. Questo perché il gruppo Starwood, per il quale il marchio Sheraton deve avere caratteristiche simili in tutto il mondo, aveva nel frattempo accettato l’idea che un albergo di “ingresso” a Milano, capitale del design, non potesse adottare interni convenzionali. Camere, ristoranti, Centro Congressi e Spa sono stati disegnati invece da SHD con riferimento al consueto stile Sheraton, ad eccezione delle suite, dal design più contemporaneo. Gran parte delle pavimentazioni degli spazi comuni sono state realizzate con lastre ceramiche italiane: i listoni “legno” Golden Wood di Emilceramica creano una calda atmosfera nell’area caffetteria, mentre le collezioni Elegance di Ergon e Q-stone di Provenza danno un tocco di naturalità alla zona piscina, garantendo al tempo stesso alte prestazioni tecniche.

Piastrelle
Emilceramica, serie Golden Wood
Ergon, serie Elegance
Provenza, serie Q-stone
Tipologia
grès porcellanato
Formati
15x60 cm e 15x90 cm
Colori
Wengè, Antracite, Ice
Caratteristiche tecniche
Assorbimento d’acqua (ISO 10545-3): 0,10%
Resistenza all’attacco chimico (ISO 10545-13): GA
Resistenza all’usura e all’abrasione (ISO 10545-6): PEI 5
Resistenza alle macchie (ISO 10545-14): conforme
Resistenza al gelo (ISO 10545-12): conforme
Resistenza alla flessione (ISO 10545-4): 50
Resistenza alla scivolosità (DIN 51130): R10
Resistenza agli sbalzi termici (ISO 10545-9): conforme
Resistenza alla dilatazione termica lineare (ISO 10545-8): conforme
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